Haromfa

                 L'inferno verde





Inferno verde, mai nome fu più appropriato. La cosa strana è che questo “inferno” è praticamente un “paradiso”, immerso in un contesto naturalistico spettacolare. A parte i pinnuti che frequentano queste acque c'è da menzionare una gamma di animali sia acquatici che terrestri da fare invidia a Piero Angela ed al suo QUARK.

Passiamo alla cronaca: Con Andrea Coroi, alcuni “adepti” del suo TEAM di cui faccio parte e qualche “importato” tipo il mio compagno di pesca, tale Enrico Parmeggiani, uomo di immense risorse, immense come il suo stomaco (vedi foto), spinti da alti sentimenti patriottici (anche qui foto ad hoc), ci siamo “catapultati” in Ungheria, in quel di HAROMFA, piccolo paese a pochi Km dal confine con la Slovenia che dà il nome al lago in questione.





L'arrivo: Dopo qualche problema sulla scelta del posto, finalmente ci accampiamo. Io ed Enrico ci siamo scelti la postazione più lontana dalla “civiltà”, la sera abbiamo scoperto che l'avevano scelta anche una colonia immensa di rane, animali non troppo simpatici al mio compagno di pesca. La visuale è quella che vedete nella foto qui sotto e come visuale vi garantisco che ovunque si rivolgeva lo sguardo, era spettacolare.







Catture: Gli organizzatori ci avevano detto che pesci di tutto rispetto popolavano il lago, ma dato il momento poco propizio della stagione, non ne abbiamo visti, mi sembra di ricordare che la carpa più grande (16.5 Kg ) è stata “fotografata” dalla coppia Alvaro-Roberto (se mandate la foto mi fate un favore!!!!!!). Il sottoscritto ed Enrico, dopo innumerevoli ferrate a vuoto, causate dalle ninfee (si cerca sempre un capro espiatorio!) abbiamo immortalato una 8.5 (io) ed una 10.5 (Enrico).


Qui dovrebbe esserci la foto di Enrico...colpa mia!!!

Io ho avuto un incontro ravvicinato, era sotto una passerella, con un Amur a dir poco gigantesco. Non è detto che si prendano sempre i più grandi, ho letto che al campionato mondiale in Romania, sul famoso lago di Raduta, il premio per la più grande è andato ad una carpa di poco più di 16 kg. Comunque, essendo pescatori poliedrici, per passare il tempo abbiamo fatto anche un po' di spinning, (è pieno di lucci) prima con il classico Martin in varie grammature poi, visti i scarsi risultati per via della vegetazione acquatica con un'esca inventata da me al momento che mi permettesse di passare sopra e sotto le ninfee, usando materiali da carpfishing, una striscia dei miei teli per il sole e fantasia.



Traggo le conclusioni: Carpe poche ma per il resto è stata una vacanza molto divertente e rilassante, a parte alcune “remate forsennate” alle 5 del mattino e qualche manifestazione di infantilità, sono contento di avere conosciuto meglio Enrico, personcina (per modo di dire..passa i 100) molto socievole ed educata e Karoly, gestore del lago, che nonostante l'incomprensibilità della lingua si è dimostrato un signore....educato e simpatico.

Credo che il CARPFISHING sia anche questo....credo!!

Ringrazio Stefano, Lele e gli altri “membri” del Coroi Team per la canzoncina che mi ha accompagnato fino a casa...............Cargo Carpppppppppp....ecc.....ecc....

 

Giampiero Benincasa

 

PS: Ecco le foto dei due "campioni" della nostra pescata in terra Ungherese....come specifica Rob....la carpotta pesava 17.5.........scusa!!!